LIBRI A CONFRONTO II. Il faccia a faccia culturale, proposto dagli studenti di L3

LE “IDENITITÀ” DEI PERSONAGGI PIRANDELLIANI

uno-nessuno-centomila-8

  • Luigi Pirandello; “Uno, nessuno e centomila”, Newton Compton Editori, Roma, [1925] 2013, pp. 126, 0,99€.

Il libro ha come protagonista Vitangelo Moscarda, un uomo che dopo un commento della moglie sul suo naso (“Credevo ti guardassi da che parte ti pende”), perde completamente coscienza della sua identità ed entra in una spirale di follia. La scrittura di Pirandello è astutamente umoristica e didattica al tempo stesso. Leggendo questo libro si ride ma talvolta si tratta di un riso un po’ amaro: ci si rende conto che alcuni pensieri estremamente contorti di Moscarda li abbiamo almeno una volta avuti anche noi.

Riuscirà dunque questo libro a farvi perdere la testa? O forse vi farà perdere la ragione?

15957f5a6b1147179b25e0a43059391784556j-IJAT1V1E

  • Luigi Pirandello, “Il fu Mattia Pascal”, Giunti Editore, Firenze, [1904] 1994 pp. 287, 9,30€.

Il protagonista è Mattia Pascal e il suo alter ego Adriano Meis. Il racconto è scritto in prima persona e narra le vicende che hanno portato il protagonista ad essere il “fu” di sé stesso. Dopo essere stato creduto morto Mattia adotta una nuova identità, quella Adriano Meis appunto. Ciò lo porterà ad affrontare diverse peripezie, perdendosi così tra varie identità. Pirandello racconta un altro modo d’essere in crisi d’identità con tono esilarante e attraverso delle situazioni assurde.

Ambedue i libri dell’autore trattano la tematica della crisi d’identità,. Quest’ultima è infatti vista nella conseguenza del suo aspetto confusionale, dei cambiamenti che porta alla persona, il senso di smarrimento e lo stato di follia che ne genera. Per gli amanti quindi di un’analisi di sé stessi, dello sguardo degli altri e dell’influenza della società su di noi, i libri sono entrambi perfetti. Tuttavia, “Uno, nessuno e centomila” ha una trama più lineare e semplice: tutto gira intorno ad un solo personaggio e alla sua relazione col mondo esterno, un personaggio dunque che si preoccupa del giudizio e dell’interpretazione altrui. Questo ci aiuta a seguire meglio le vicende e a poter capire con più chiarezza quel che succede.

Il fu Mattia Pascal”, pur trattando sempre del problema identitario, causato non solo da un errore amministrativo ma anche da una crisi personale, rende la lettura e la sua comprensione più complicata. La trama è infatti arricchita con più (forse troppi) eventi : i viaggi, i problemi personali ed i discorsi sull’eredità. Questo porta il lettore a dover rileggere alcuni passaggi e può appesantire la lettura.

Lasciatevi dunque trasportare dalla spirale psicologica di Vitangelo Moscarda e penetrate nel mondo autoriale di Pirandello. Ciò sarà fonte di un insegnamento logico e razionale in mezzo ad una confusione di pensieri e d’interpretazioni che sembrano non avere via d’uscita.

Clelia Prete