Libri a confronto IV. Il faccia a faccia proposto dagli studenti di L3

FABRIZIO DE ANDRÉ “ORA E SEMPRE”

Intellettuale mai scontato, poeta non allineato, figlio artistico di George Brassens, « il » cantautore per antonomasia torna a far parlare di sé a vent’anni dalla sua scomparsa.

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I libri sono :

Enzo Gentile, Amico Faber : Fabrizio de André raccontato da amici e colleghi, Hoepli Editore, pagg. 250, euro 14,99

Tommaso Guerrieri, Fabrizio De André. E il mio cuore le restò sulla bocca, Ediz. Clichy, pagg. 129, euro 15,50

Essi ci propongono due nuovi punti di vista sulla figura di questo immenso artista. Non siamo di fronte ad un’ennesima bibliografia poiché aggiungere qualcosa di nuovo e di inedito sarebbe stata un’impresa difficile e non originale.

 

Tommaso Guerrieri si pone un quesito e da questo sviluppa il suo libro: come ha potuto, un uomo così singolare, fuori dalla schemi, anarchico in ogni aspetto della sua vita, essere tanto amato e presente nella vita della gente?

Invece Enzo Gentile sposta il focus dell’osservazione e lascia parlare gli amici e i colleghi del cantautore. Faber, per coloro che non conoscono l’aneddoto, non è altro che un appellativo dato dallo scomparso attore e amico Paolo Villaggio a De André per la sua passione per le matite Faber – Castell. Gentile rintraccia il quid che rende il discorso di De André universale, prescindendo dal suo credo politico e/o musicale e ce lo racconta attraverso il ricordo delle persone che lo hanno amato.

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Alla luce di quanto scritto consigliamo caldamente la lettura di Fabrizio De André. E il mio cuore le restò sulla bocca poiché è un libro delicato. Guerrieri in questo libro si allontana dai luoghi comuni presenti in tanti libri precedenti e racconta l’aspetto umano e poetico del cantautore. Ci offre in una quarantina di pagine pensieri e parole ed anche una bella foto regalandoci uno splendido manifesto poetico dell’indimenticabile Fabrizio De André.

 

Barbara Lorizzo

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UN DON PASQUALE IN BIANCO E NERO

Michele Pertusi: “l’ultima grande opera buffa della tradizione napoletana”

Al Palais Garnier (dal 22 marzo al 16 aprile 2019): ripresa della messinscena di Damiano Michieletto.

 

L’opera Don Pasquale, allestita per la prima volta nel 1843, benché meno conosciuta rispetto ad altre opere di Donizetti, merita il suo successo. Dal 22 marzo al 16 aprile 2019, il Palais Garnier ha riallestito, per il secondo anno, il Don Pasquale di Damiano Michieletto (regia).

Chi la fa l’aspetti!

Don Pasquale (Michele Pertusi), in preda alla questione dell’invecchiamento, adotta un atteggiamento giovanilistico. Affinché possa aiutarlo, confida al suo amico Dottor Malatesta (Christian Senn) la sua decisone di sposare una giovane donna. Nello stesso momento suo nipote Ernesto (Javier Camarena) decide di sposare Norina (Pretty Yende). In seguito al rifiuto dello sposalizio da parte dello zio, il Malatesta decide di aiutarli, iniziando uno stratagemma per ingannare Don Pasquale. Allora Norina, sotto le sembianze di un’altra donna, si sposa con Don Pasquale e lo deruba.

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Dal buio alla luce, dal nero al bianco

La scena si svolge nell’appartamento di Don Pasquale. Un palcoscenico girevole permette di mettere in risalto le diverse stanze. Non ci sono muri: le stanze – camera, bagno, soggiorno, salotto e garage – sono solo rappresentate dalle porte e dall’arredamento. Sospeso sopra la scena, il tetto incarna l’unità dello spazio.

Benché divisa in tre atti, l’opera è rappresentata in due parti, separate da un entracte. Alla fine della prima parte, la promessa Norina si trasforma in casalinga autoritaria. Allora interviene la rottura tra Norina e Don Pasquale, che viene messa in risalto dal cambiamento di arredamento. L’arredamento desueto di Don Pasquale è sostituito da un arredamento design. Dal nero intenso, si passa al bianco immacolato all’inizio della seconda scena.

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Il trucco dell’inserto

Installato a sinistra del palcoscenico, un green screen permette la ripresa in diretta. L’immagine proiettata, dopo la sostituzione del verde da un’immagine, serve da sfondo alla scena. Michieletto indica che la tecnica dell’inserto mette in rilievo il distacco tra i sogni dei personaggi e la realtà. Viene spesso utilizzato per criticare i gusti borghesi di Norina e del Dottor Malatesta. Altri trucchi sono usati. All’inizio esce dal camino un fumo artificiale per sottolineare la tranquillità di Don Pasquale prima dell’inganno.

Pupi napoletani e raffigurazione

La tensione aumenta tra gli sposi fino allo schiaffo di Norina a Don Pasquale. Allora Don Pasquale canta fuoriscena mentre tre marionettisti recitano di nuovo la scena del ricordo. È l’unica scena veramente corale della rappresentazione.

Lo scambio di messaggi tra i personaggi permette l’inganno fatto sull’identità del mittente e i quiproquo. In questa messinscena, la lettera è sostituita dal telefonino. Gli spettatori sentono più volte lo squillo e il vibratore caratteristico dell’iPhone. Questa mimesi rende i topoï sonori del mondo odierno. Rafforza così l’autonomia data all’orchestra da Donizetti.

Norina, femminista ante litteram?

Vero è che Norina, in quanto unico personaggio femminile, ha un’importanza centrale nell’intreccio. È la sua capacità di far la commedia che le permette di sposare Don Pasquale. Tuttavia le sono associati i soliti attributi della donna nelle arti: venalità, cattiveria, gentilezza e ingenuità. Più che il profilo di una donna forte, si dipinge quello di una donna stereotipata. Notiamo che le sue scelte sono sempre convalidate da un uomo. Ciò perché la sua elevazione sociale non le conferisce né autonomia di pensiero né libertà di aspetto. Se riveste nella prima parte un vestito da monaca, nella seconda è vestita da un abito da sera rosso: Norina incarna una funzione sociale dettata dal suo essere donna di pietà e poi di seduzione.

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Un finale decisivo

Michieletto dichiara trattare con maggiore “dolcezza” il personaggio di Don Pasquale. Però la scena finale contraddice quest’intenzione: Don Pasquale è costretto a sedersi su una sedia a rotelle e ad accetare il matrimonio del nipote. Mentre Norina canta la morale — « Ben è scemo di cervello / chi s’ammoglia in vecchia età » —  il matrimonio del protagonista sembra compromesso. Il destino di Don Pasquale sembra definitamente sigillato.

Paul-Amour Jouanaud

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Don Pasquale di G. Donizetti, regia di D. Michieletto, al Palais Garnier (Parigi). Recitazione in italiano, sopratitoli in francese e inglese

Foto: © Sébastien Mathé / Opéra de Paris

ASCOLTARE E “SENTIRE”, un concerto raccontato dagli studenti

IL CONCERTO DEL COMPLESSO SOLISTI PARTENOPEI A PARIGI (28 FEBBRAIO 2019, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA) RACCONTATO DAGLI STUDENTI DI Licence 3

Con Carmen Osato (soprano), Marika Lombardi (oboe), Mirana Tutuianu (violino), Vittoria Scognamiglio (narratrice), Dore Cantella (piano), Pierfrancesco Borelli (piano e direttore dell’orchestra da camera).

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A Parigi con il complesso Solisti Partenopei in concerto

L’arte della musica del complesso i Solisti Partenopei incanta la nostra serata d’inverno indimenticabile presso l’Hotel Galliffet dell’Ambasciata d’Italia per l’anno 2019. I musicisti suonano i loro brani per pianoforte, oboe e violino con eccezionale virtuosismo. Mi piacciono l’interpretazione, la sensibilità e le sfumature degli spartiti musicali napoletani e francesi, tra Ricordi di Napoli per oboe e pianoforte del compositore Pasculli (XIXe secolo), le Canzoni Napoletane per soprano e pianoforte, fino alla storia di Babar composta da Francis Poulenc e recitata dall’attrice Vittoria Scognamiglio. La cantante lirica soprano Carmen Osato mi trasporta in uno straordinario viaggio musicale nei colori del sud d’Italia e nel cuore di Napoli con la sua interpretazione di canzoni napoletane. Il suo vestito rosso offre alla messa in scena una nota di tragica eleganza. Poi Carmen Bizet Osato affronta il repertorio di Georges Bizet per la gioia degli spettatori con l’aria di Michaela “Io dico che niente mi fa paura”. In questo concerto di musica da camera, i sei Solisti Partenopei mostrano la grande sinergia tra la cultura italiana e quella francese nel raggiungere le vette dell’arte musicale sotto la guida del direttore d’orchestra e pianista Pierfrancesco Borrelli e della direttrice artistica Dora Cantella, pianista concertista.

È stata una serata meravigliosa cullata dai ritmi della musica popolare e dotta, tra l’Italia e la Francia.

Isabelle Leduc

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Il concerto di musica all’Istituto Italiano di Cultura

L’altra sera all’Istituto Italiano di cultura abbiamo assistito, la mia professoressa, alcuni dei miei compagni e io, a un concerto di musica che doveva sottolineare i legami culturali che esistono tra Napoli e Parigi. Arrivati un po’ tardi, siamo entrati nella stanza affollata, dove sono stato subito colpito dall’apparente carattere classico di questa musica detta folklorica di origine napoletana. Infatti, l’oboe era accompagnato da un pianoforte, e questo duo mi ha ricordato per un attimo le sonate per clarinetto e pianoforte di Brahms. Soltanto l’interpretazione del pianista è stata ondeggiante, sincopata, e ha dato l’impressione di un lieve ritardo (forse desiderato) con l’oboe.

In realtà, è stato una brillante trovata: un brano classico intitolato Ricordo di Napoli della fine del XIXe secolo di Antonio Pasculli, che era un oboista e compositore italiano molto popolare a Napoli. Quindi la mia intuizione del carattere classico ma modernizzante di questa musica era giusta.

Le canzoni napoletane erano inevitabili, mentre i capricci (forma musicale propria del Barocco) mi hanno colpito grazie all’improvvisazione del violino. Questi brani si inseriscono perfettamente nella grande tradizione violinistica barocca, dove il clavicembalo (o il basso continuo, qui sostituito da un pianoforte) e il violino rivaleggiano in immaginazione. In particolare, pensiamo al violinista virtuoso Giuseppe Tartini, famoso per la sua Sonata del diavolo ; e soprattutto al più grande compositore per violino dell’epoca barocca, Arcangelo Corelli. Quest’ultimo ha lasciato una straordinaria libertà di interpretazione al musicista, con il brano finale del suo opus 5 (12 sonate per violino e cembalo), intitolato La Follia, e ha ispirato tanti diversi compositori dell’Europa barocca, per molti decenni.

Dopo è arrivata la tarantella di Rossini. Le tarantelle sono un insieme di danze e musiche tradizionali del sud dell’Italia. Quella che abbiamo sentito si intitola appunto La Danza.

Après un rêve (“Dopo un sogno”) ha suscitato il mio interesse e la mia curiosità, perché è un brano di Fauré che piace molto a mia madre che lo conosce tuttavia sotto forma di un duetto tra violoncello e pianoforte – mentre qui la soprano ha sostituito il violoncello.

Ma il resto del concerto è risultato un po’ ‘stonato’, con la lunga introduzione della storia di Babar, di cui non vedo il legame che avrebbe voluto creare tra la Francia e l’Italia… Peccato, l’ambiente classico e riflessivo ha ceduto il posto ad una narrazione musicale senza grande interesse dal punto di vista poetico lato sensu.

Charles Moysan

 

La tradizione napoletana all’onore a Parigi!

Il 28 febbraio l’Istituto italiano di cultura di Parigi (IICP) ha organizzato un concerto in onore della musica popolare napoletana. La serata era divisa in due momenti. Prima, i Solisti Partenopei (cantanti e musicisti) hanno cantato dei brani lirici. In seguito, lo stesso insieme ha raccontato, in musica, la storia di Babar.

La prima parte ci è piaciuta di più perché corrispondeva all’attesa del pubblico. La seconda parte, più dedicata ai giovani, ci ha stupito. L’aggiunta di parole in dialetto nella storia non bastava a darle un tocco napoletano.

Le condizioni offerte dalla sala non erano ottime. La sala era affollata, tanta gente era in piedi, ciò malgrado la prenotazione web. Rispetto all’organizzazione dei luoghi culturali parigini, l’accesso libero alla sala ci è comunque sembrato più simpatico, benché un po’ “anarchico”. Speriamo di potere tornare presto all’IICP!

Paul-Amour Jouanaud

Chorale italienne A.C. Fiorato : dernière répétition 11 avril 2018

IMG_6100.JPGMerci à tous ceux qui se sont investi dans la Chorale italienne Adélin C. Fiorato, notamment à la Chef du choeur Michela MURRU qui a assuré une direction de qualité tout au long de l’année.

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La dernière répétition aura lieu mercredi 11 avril à la Maison de la Recherche, entre 17h45 et 19h15, comme d’habitude.

Voici quelques photos des « portes ouvertes » au 4 avril dernier.

Au revoir en septembre pour tous les passionnés et les curieux. Un nouveau répertoire sera au programme et communiqué à la rentrée.

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Portes ouvertes de la Chorale

Pour bien commencer la nouvelle année, l’association Nos Italies-Paris 3 est heureuse de vous accueillir à l’Atelier de chant choral.

Ce mercredi 17 janvier la répétition de la Chorale italienne Adélin C. Fiorato

se déroule à Censier (13 rue Santeuil, 75005)

en salle 014 (au rez-de-chaussée) entre 17h30 et 19h.

 

Venez découvrir cet atelier gratuit, comme acteurs ou spectateurs.

 

Attention au changement exceptionnel de lieu !

Venez chanter en italien!

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A l’attention des Etudiants et des Enseignants de la Sorbonne Nouvelle,

A l’attention des Membres du Personnel,

Si vous êtes passionnés de musique et de chant, n’hésitez plus  à vous inscrire à l’Atelier de Chant choral en italien pour ce deuxième semestre. C’est l’occasion que vous attendiez pour découvrir la langue et la culture italiennes par la musique.

Tous les mercredis, vous pouvez nous rejoindre à la Maison de la Recherche de l’Université. L’atelier est gratuit et ouvert à tous.

Choeurs d’opéras et Madrigaux de la Renaissance sont au programme, un concert est prévu à la fin de l’année universitaire.

La Chef du choeur, Michela Murru, néo-diplômée du département d’italien et chanteuse d’opéra, sait faire émerger le meilleur de la voix et nous accompagne dans l’une des expériences les plus passionnantes qu’il soit, celle de chanter ensemble.

La prochaine répétition est prévue pour ce mercredi 10 janvier, entre 17h30 et 19h à la Maison de la Recherche (4 rue des Irlandais, 75005 — derrière le Panthéon, à mois que 10 minutes à pieds de Censier), dans la Salle des réunions. En revanche, le mercredi 17 janvier l’atelier « à portes ouvertes » se déroulera exceptionnellement à Censier dans le même créneau horaire (17h30-19h), en salle 14 ( à confirmer). 

Pour suivre l’actualité de la Chorale italienne Adélin C. Fiorato, renseignements sur la page Facebook de Nos Italies-Paris 3.

A très bientôt!

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Chers adhérents de Nos Italies,

Voici la newsletter des événements à suivre dans les prochaines semaines

 

mercredi 18, 19h – 21h, Musée du Louvre

Visite de la Grande Galérie (Galérie des Italiens)

guidée par Typhenn Le Guyader

 

jeudi 19, 17h30 – 19h, site Censier

13 rue Santeuil, salle 016 (rdc)

Chorale italienne ‘Adélin C. Fiorato’, dirigée par Michela Murru

 

jeudi 19, 18h30 – 20h30 (salle D17, Censier, bât. modulaire)

Projection du film sur Naples Les miracles ont le goût du ciel (Anatomia del miracolo,

2015) en présence de la réalisatrice Alessandra Celesia

 

mercredi 25, 17h30 – 19h, Maison de la recherche

4 rue des Irlandais (salle Mézanine)

Chorale italienne ‘Adélin C. Fiorato’, dirigée par Michela Murru  

 

Venez nombreux !

Nos Italies- Paris 3

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Initiatives mois octobre 2017