ASCOLTARE E “SENTIRE”, un concerto raccontato dagli studenti

IL CONCERTO DEL COMPLESSO SOLISTI PARTENOPEI A PARIGI (28 FEBBRAIO 2019, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA) RACCONTATO DAGLI STUDENTI DI Licence 3

Con Carmen Osato (soprano), Marika Lombardi (oboe), Mirana Tutuianu (violino), Vittoria Scognamiglio (narratrice), Dore Cantella (piano), Pierfrancesco Borelli (piano e direttore dell’orchestra da camera).

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A Parigi con il complesso Solisti Partenopei in concerto

L’arte della musica del complesso i Solisti Partenopei incanta la nostra serata d’inverno indimenticabile presso l’Hotel Galliffet dell’Ambasciata d’Italia per l’anno 2019. I musicisti suonano i loro brani per pianoforte, oboe e violino con eccezionale virtuosismo. Mi piacciono l’interpretazione, la sensibilità e le sfumature degli spartiti musicali napoletani e francesi, tra Ricordi di Napoli per oboe e pianoforte del compositore Pasculli (XIXe secolo), le Canzoni Napoletane per soprano e pianoforte, fino alla storia di Babar composta da Francis Poulenc e recitata dall’attrice Vittoria Scognamiglio. La cantante lirica soprano Carmen Osato mi trasporta in uno straordinario viaggio musicale nei colori del sud d’Italia e nel cuore di Napoli con la sua interpretazione di canzoni napoletane. Il suo vestito rosso offre alla messa in scena una nota di tragica eleganza. Poi Carmen Bizet Osato affronta il repertorio di Georges Bizet per la gioia degli spettatori con l’aria di Michaela “Io dico che niente mi fa paura”. In questo concerto di musica da camera, i sei Solisti Partenopei mostrano la grande sinergia tra la cultura italiana e quella francese nel raggiungere le vette dell’arte musicale sotto la guida del direttore d’orchestra e pianista Pierfrancesco Borrelli e della direttrice artistica Dora Cantella, pianista concertista.

È stata una serata meravigliosa cullata dai ritmi della musica popolare e dotta, tra l’Italia e la Francia.

Isabelle Leduc

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Il concerto di musica all’Istituto Italiano di Cultura

L’altra sera all’Istituto Italiano di cultura abbiamo assistito, la mia professoressa, alcuni dei miei compagni e io, a un concerto di musica che doveva sottolineare i legami culturali che esistono tra Napoli e Parigi. Arrivati un po’ tardi, siamo entrati nella stanza affollata, dove sono stato subito colpito dall’apparente carattere classico di questa musica detta folklorica di origine napoletana. Infatti, l’oboe era accompagnato da un pianoforte, e questo duo mi ha ricordato per un attimo le sonate per clarinetto e pianoforte di Brahms. Soltanto l’interpretazione del pianista è stata ondeggiante, sincopata, e ha dato l’impressione di un lieve ritardo (forse desiderato) con l’oboe.

In realtà, è stato una brillante trovata: un brano classico intitolato Ricordo di Napoli della fine del XIXe secolo di Antonio Pasculli, che era un oboista e compositore italiano molto popolare a Napoli. Quindi la mia intuizione del carattere classico ma modernizzante di questa musica era giusta.

Le canzoni napoletane erano inevitabili, mentre i capricci (forma musicale propria del Barocco) mi hanno colpito grazie all’improvvisazione del violino. Questi brani si inseriscono perfettamente nella grande tradizione violinistica barocca, dove il clavicembalo (o il basso continuo, qui sostituito da un pianoforte) e il violino rivaleggiano in immaginazione. In particolare, pensiamo al violinista virtuoso Giuseppe Tartini, famoso per la sua Sonata del diavolo ; e soprattutto al più grande compositore per violino dell’epoca barocca, Arcangelo Corelli. Quest’ultimo ha lasciato una straordinaria libertà di interpretazione al musicista, con il brano finale del suo opus 5 (12 sonate per violino e cembalo), intitolato La Follia, e ha ispirato tanti diversi compositori dell’Europa barocca, per molti decenni.

Dopo è arrivata la tarantella di Rossini. Le tarantelle sono un insieme di danze e musiche tradizionali del sud dell’Italia. Quella che abbiamo sentito si intitola appunto La Danza.

Après un rêve (“Dopo un sogno”) ha suscitato il mio interesse e la mia curiosità, perché è un brano di Fauré che piace molto a mia madre che lo conosce tuttavia sotto forma di un duetto tra violoncello e pianoforte – mentre qui la soprano ha sostituito il violoncello.

Ma il resto del concerto è risultato un po’ ‘stonato’, con la lunga introduzione della storia di Babar, di cui non vedo il legame che avrebbe voluto creare tra la Francia e l’Italia… Peccato, l’ambiente classico e riflessivo ha ceduto il posto ad una narrazione musicale senza grande interesse dal punto di vista poetico lato sensu.

Charles Moysan

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mer. 27 sept. : rencontre + AG

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16299216_1085373591585371_8224209637750865535_n  Chères Ami(e)s de Nos Italies-Paris 3,
   Notre Association a le plaisir de vous convier à une rencontre
de présentation de ses activités le prochain
 
mercredi 27 septembre 2017 à 18 heures, 
à la Bibliothèque d’italien (Centre Bièvre, 5e étage).
Nous profiterons de cette occasion pour présenter les activités de l’association
(chorale, tandem linguistique, sorties, ateliers, etc…) et pour recueillir vos idées et suggestions.
Vous désirez vous investir dans la vie associative
et partager votre passion pour l’Italie?
C’est l’occasion!
Nous procéderons également à l’Assemblée générale qui élira le nouveau bureau et définira un partage des tâches pour faire vivre l’association.
N’hésitez pas à nous contacter pour plus d’informations.
La rencontre sera suivie par un apéritif à l’italienne.
Vous pouvez apporter du sucré, du salé, des boissons, à votre convenance.
SVP, veuillez nous confirmer votre présence par retour de mail. Merci.
Au plaisir de vous retrouver à cette occasion !
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