MAGARI de Eric Valmir

copertinaMAGARI de Eric Valmir

Robert Laffont , 2012

Magari ? Notre magari italien? Voilà comment je me suis retrouvée à lire la quatrième de couverture de ce roman et, surtout, à une rencontre organisée par la Libreria avec Eric Valmir, l’auteur qui a su nous transmettre sa passion de l’Italie (« pazzo dell’Italia », comme il se plait à se décrire) et surtout l’envie de plonger dans son roman.

« Tout le monde dit que la famille c’est sacré. En regardant celles qui vivent dans le quartier, à Rome, je me dis que ça doit être vrai. A chaque étage, il y a des cris, des embrassades, des rires, de la musique. Chez nous, on ne s’embrassait pas, ça gueulait politique et j’étais toujours tenu à l’écart. »

Un roman qui parle de l’Italie, des italiens, des romains, mais qui nous fait aussi voyager dans le Belpaese au travers des yeux de Lorenzo, le protagoniste, qui remonte le fil de sa vie et, par de là, même l’histoire de l’Italie.

Eric Valmir, journaliste, a été nommé en 2006 envoyé spécial permanent de Radio France en Italie, où il restera 5 ans et fera bon nombre de rencontres dont le roman se nourrit. C’est suite à cette expérience qu’il a décidé d’écrire Magari. En effet, à travers son métier de journaliste, il ressentait une certaine frustration : son métier est de transmettre l’information, mais tout en restant objectif bien évidemment, mais selon lui pour bien comprendre une actualité il faut connaitre le pays, ses habitants, le contexte, choses impossibles à transmettre dans un passage de deux minutes à la radio ; d’où son choix du roman, un moyen de dire tout ce qu’il ne pouvait pas dire en tant que journaliste.

Il a voulu, à travers ce roman et sans prétention aucune, faire comprendre et découvrir l’Italie aux français. En effet ces deux nations, souvent qualifiées de jumelles, se connaissent finalement assez mal au delà des clichés. C’est ainsi que l’on se retrouve plongé dans l’Italie de Lorenzo, de son enfance dans les années 1970 à sa vie d’adulte, et que l’on retrace au travers de sa vie l’histoire de l’Italie : de l’opposition fascisti – comunisti à l’ascension de Berlusconi, en passant par des faits divers qui ont marqué les Italiens, comme la tragédie du petit Alfredino qui tomba dans un puits et dont on suivit le sauvetage en direct à la télévision, où encore les bombes qui tuèrent les juges Borsellino et Falcone.

Mais tous ces évènements servent de fond au roman, ils sont évoqués sans qu’on s’y attarde. L’important reste la vie de Lorenzo et, lui, ce qui l’intéresse ce n’est aucunement la politique, mais son grand père, les filles, ses amis et surtout le foot : la Roma, l’équipe qu’il supporte. Cependant il ne faut pas prendre cette évocation du foot comme un cliché de l’italien supporter de son équipe de foot ; non, si l’auteur a décidé de parler de la Roma c’est parce que cette équipe représente le rêve : pas de sponsoring à millions d’euros, pas d’arbitres payés pour faire gagner l’équipe et c’est ce qui rend les victoires de cette équipe si fortes émotionnellement, une victoire de cette équipe c’est des jours et des jours de fête, c’est l’espoir, c’est la preuve que tout est possible.

Magari est, donc, une invitation à découvrir l’Italie, son peuple, et son histoire pleine de mystères. En ces temps hivernaux, lire un roman plein de chaleur et de magnifiques paysages italiens, d’émotion et de sensibilité ne peut que faire du bien ! Alors foncez, et bonne lecture !

                                                                                                      Cécilia Antonelli

Trattoria toscana I Diavoletti (Paris, 5e)

I Diavoletti… È il nome di una simpatica trattoria toscana che si trova nel quinto arrondissement di Parigi, in Rue Claude Bernard 73. L’ho scoperta per caso, durante una passeggiata, e non mi pento di averla provata. Il locale è piacevole, graziosamente decorato, e, soprattutto, il cibo è buono e vario: dai piatti più classici a quelli tipici toscani. I proprietari sono cortesi, e, ultimo punto, ma interessante per gli studenti, i prezzi sono molto ragionevoli.

I Diavoletti,

via Claude Bernard, 73. Paris 5e

01 55 43 91 18

                                                                                                                        Irène Bouslama

à lire, à voir

Quelques conseils de lecture et quelques bons films…pour bien commencer l’année !

Les étudiants de L2

FILM :

BASILICATA-COAST-TO-COAST-1Basilicata coast to coast (2010)

regia di Rocco Papaleo

Ho visto questo film una settimana fa e mi è piaciuto per parecchie ragioni. Innanzitutto, la fotografia del film è di qualità ottima: ci fa vedere bei paesaggi della Basilicata. E c’è anche quest’aspetto che è interessante: tramite questo film, scopriamo una regione poco conosciuta, anche dagli italiani stessi, e ci dà voglia di andare a visitarla.
Nonostante la bellezza del posto, la gente è rappresentata come la gente tipica del Sud Italia, cioè molto accogliente. Quest’aspetto viene incarnato nel personaggio di un vecchio paesano che invita tutto il gruppo di musicisti e la giornalista a cenare e dormire da lui. Poi questo film è anche reso bello grazie al cast. Si ritrova l’attrice Giovanna Mezzogiorno, che era stupenda in Vincere (2009) di Marco Bellocchio, e che è ancora bravissima in Basilicata coast to coast. E per finire, la colonna sonora è molto bella, con le canzoni di Max Gazzè (soprattutto Mentre dormi), che recita anche lui una parte nel film. Quindi raccomanderei questo film per quelli che hanno voglia di passare un momento bello, tra risate e emozioni, con una storia d’amore romantica ma in modo originale.

Morgane Bourreau

La meglio gioventù (2003)

Regia di Marco Tullio Giordana

Questo film si svolge nell’Italia degli anni Sessanta. È la storia di due fratelli dai caratteri completamente differenti: li vediamo all’università, poi nella loro vita in famiglia e in società. Ricordiamo: la fine degli anni ’60 in Italia era l’epoca della rivoluzione sociale: rivolta sociale, rivolta studentesca, anche rivolta in seno alla famiglia. I giovani vogliono più libertà e gli operai migliori stipendi e condizioni di lavoro. Sono rappresentati i diversi problemi dell’Italia: la difficoltà per trovare un lavoro, la mafia, lo Stato, la famiglia. Vediamo tutte queste problematiche attraverso il percorso dei due giovani. Possiamo così fare un bel viaggio nella storia italiana.

Claude De Gelas

original_476775Baaria (2009)

Regia di Giuseppe Tornatore

Un film imperdibile è sicuramente Baaria del regista palermitano Giuseppe Tornatore. Il film racconta appunto la storia di « Baaria »(Bagheria in italiano, paesino in provincia di Palermo), che ci viene raccontata dal ventennio fascista fino agli anni ‘80-‘90 attraverso la cornice di una storia d’amore che ha per protagonisti Francesco Scianna e Margaret Madè. Impressionanti sono le ricostruzioni della « vecchia » Bagheria che Tornatore ha realizzato in Tunisia, come innovativa è la scelta del cast: Tornatore inserisce all’interno del suo film alcuni famosi attori italiani come Raoul Bova, Monica Bellucci e Beppe Fiorello, ma la scelta dei suoi protagonisti ricade volutamente su due sconosciuti, due ragazzi del luogo che possono rappresentare bene la realtà del popolo siciliano. Il film è uscito nelle sale in due versioni, una in siciliano, l’altra in italiano. « Baaria », dunque, è un film da non perdere sia per la trama e i paesaggi mostrati, che per il percorso storico che il regista ci consente di fare attraverso le vicende del piccolo paese siciliano. Comico e drammatico si uniscono per dare vita ad un nuovo capolavoro di Giuseppe Tornatore (dopo Nuovo Cinema Paradiso) e del cinema italiano, con un finale che lascia tutti a bocca aperta, ma che in pochi riescono a capire immediatamente… da pelle d’oca!

Grazia Fontana

LIBRI:

L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella, BUR 2003

Il libro che vi propongo di leggere è L’orda, quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella.

Questo libro parla dell’immigrazione degli italiani in tutto il mondo ma soprattutto in Francia, in Argentina e negli Stati Uniti.

È una lettura interessante perché ci fa capire come è nato il mito dell’italiano mafioso e scansafatiche, a volte un po’ troppo caricaturale, come dice l’autore stesso. Tuttavia si trovano anche i lati positivi degli italiani emigrati. Questo libro ci insegna a non trattare male gli emigrati come sono stati trattati gli italiani emigrati nel passato. Quindi se volete approfondire un po’ di più la storia degli italiani, ve lo consiglio!

 Elsa Calderon

Il-suggeritoreIl Suggeritore di Donato CarrisiTEA 2011

Questo libro è un romanzo nero, ma nella tradizione anglosassone, perché l’autore si allontana del romanzo giallo o nero italiano che abbiamo l’abitudine di leggere. Racconta la storia di cinque bambine che sono sparite, intanto vengono ritrovate cinque fosse in un bosco e in fondo a ciascuna fossa viene trovato un piccolo braccio, quello sinistro. Vediamo l’avanzare dell’inchiesta attraverso gli occhi del criminologo Goran Gavila e della sua squadra di agenti speciali. Siamo immersi subito nell’universo macabro, abbiamo paura per i personaggi e ci mettiamo a indagare con i poliziotti. Di solito, non sono veramente “fan” dei romanzi neri ma questo libro mi ha fatto cambiare le idee perché al momento in cui ho cominciato a leggere, non potevo più smettere, dovevo sempre continuare e scoprire la verità, il criminale. È un libro da leggere rapidamente!

Léa Ghione

Théorie de l’amour chez Marsile Ficin et la « Nuit obscure » de Jean De la Croix

Voici un extrait intéressant du blog d’un lecteur de « Nos Italies » et poète, François Térrog.

Marsile Ficin né en 1433 est un poète et philosophe italien. Il est influencé notamment par Platon qu’il a traduit. Dans De l’amour, il établit différentes définition de l’amour et s’intéresse aussi au siège de l’âme amoureuse. Ainsi, il rappelle qu’en matière d’amour Platon disait et c’est un commencement : « L’ amant est une âme morte dans son propre corps et vivant dans un autre ».  Marcile Ficin commente cet amour en s’inspirant du mythe d’Orphée, de l’amour impossible. Il en conclut qu’il existe un amour simple et un amour réciproque. Pour l’amour réciproque il en arrive finalement à une théorie, pour lui,l’âme amoureuse  est passagère du corps :

« pendant que moi je t’aime alors que tu m’aimes, je retrouve mon moi en pensant à toi et je récupère en toi le moi que je méprise et que tu conserves ; et tu fais la même chose en moi. »

« je te possède avant et plus que moi, et me trouve plus proche de toi que de moi, car je ne me rapproche de moi qu’à travers toi. »

Jean De Lacroix né en 1542 est un poète espagnol et  religieux de l’ordre des Carmélites qui fut canonisé. Il  s’exprime lui aussi sur l’amour dans une quête un peu mystique qui le rapprocherait de dieu. C’est dans le poème un peu magique  Nuit obscure qu’il parle du voyage de l’âme  vers l’aimé, voyage qu’il imagine spirituel, probablement  pendant le sommeil (sa maison étant déjà en repos) et aussi charnel.

Beaucoup d’hypothèse sur ce texte, est-ce l’amour avec un être spirit ? une personne qui a réellement existé? La prison ou il fut enfermé ne raconte pas cette nuit de l’âme. Dans tous les cas, l’hypothèse qu’il défend est-celle d’un voyage de son âme (l’aimée) vers Dieu (dit l’aimé).

Il a donc aussi cette notion de voyage et de communion amoureuse comme chez Marsile Ficin (« je ne me rapproche de moi qu’à travers toi. ») et un siècle plus tard. De l’âme amoureuse Jean De la Croix écrit :

O nuit  qui joignis

L’aimé avec l’aimée

L’aimée en l’aimé transformé

On le voit ici l’amour, s’il est un voyage, n’est pas une mort mais une transformation. Ainsi, la différence entre l’amour de l’être et l’amour de Dieu se dessine. Il y a bien voyage dans les deux cas mais si pour l’amour humain il y a d’abord mort, pour l’amour de Dieu, la foi illuminé probablement, le poète n’évoque pas la mort mais la transformation. Néanmoins cette transformation est aussi présenté par Marcile Ficin. La  différence se ferait donc peut-etre  entre un monde antique qui pose la mort comme premier effet de l’amour et le monde moderne de la renaissance ou l’amour ne meurt mais est transformé.

Essai d’un poème représentant la théorie de Marcel Ficin et sorte de réponse au ligne de la nuit obscure sur la transformation de l’aimée en l’aimé.

Imagine  De  amore

La nuit ou tu t’endors

La nuit où tu te lèves

Le passager du corps

Avive   la lumière

Amant qui aime encore

D’Orphée  ou de Sapho

Des temples de nature

Nature tu  entendras

Levant  un jour ce rêve que tu ne connais point

Proche de l’amour   est  si tendre prochain

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

[… sur Jean de la Croix, voir un article récent de Line Amselem (Petites histoires de la rue Saint-Nicolas, 2006) dans : Le découvrement infini, éd. D.Ferraris – J.C.Vegliante, PSN 2012.]

Ricetta : Toasted Ravioli

Toasted Ravioli è una pasta croccante della città di St. Louis, dove è stata inventata incidentalmente negli anni cinquanta. Un nuovo cuoco lavorava nel ristorante di Angelo Oldani, situato nel quartiere italiano di St. Louis, chiamato « The Hill ». Un giorno, lui ha par errore fatto cadere i ravioli in una pentola di olio bollente. Quando il proprietario si è accorto di quello che era successo, ha cercato di salvare i ravioli aggiungendo del parmigiano. Da quel giorno, Toasted Ravioli, spolverato di parmigiano grattugiato e servito con una ciotola di salsa è diventato un antipasto tipico di St. Louis.

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INGREDIENTI:

– Scatola di pangrattato

– Ravioli freschi di carne o di formaggio

– Tazza di latte

– Olio per friggere

– Parmigiano grattugiato

– Salsa  pomodoro per intingere i ravioli

 

Immergere i ravioli nel latte e cospargerli di pangrattato.

Friggere in olio bollente a 190° per 3 o 4 minuti o fino a doratura.

Scolare i ravioli. Mettere sul piatto riscaldato.

Cospargere immediatamente con Parmigiano e servire normale o immerso in una salsa di pomodoro, di carne o di burro.